Trilogia su Venezia

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Daniel Pennac sostiene che il lettore ha molti diritti: è libero di iniziare a leggere un libro dalla fine, lasciarlo a metà, saltare da un capitolo all’altro…
Io ho iniziato a leggere questa trilogia sulle origini e la fondazione di Venezia dal secondo volume. L’autore è Roberto Tiraboschi (un mio vicino di casa dell’appartamento romano!) e i libri si intitolano La pietra per gli occhi, La bottega dello speziale e L’angelo del mare fangoso.
Sono tre romanzi noir, ambientati nel XII secolo d.C., scritti dopo una lunga e complessa ricerca linguistica sul veneziano antico e sulla storia della città in quel periodo. In appendice ai volumi c’è un glossario di termini antichi e di termini tecnici legati al mondo di Venezia marinara, mercantile, artigiana. Il mondo dei maestri vetrai, i “fiolari”, che soffiano nel vetro per lavorarlo, è la cornice della narrazione del primo libro della trilogia.

È un affascinante affresco della città medievale, dei suoi colori, legati all’acqua, al cielo settentrionale e alla natura paludosa delle terre strappate al mare e dal mare rabbiosamente riconquistate. Case e ponti erano in legno, con le
fondamenta costruite su lunghi pali di legno, conficcati sul fondale della laguna.

Lo storico francese Fernand Braudel, nel suo saggio su Venezia, ricostruisce con attenzione questa storia dell’origine della città.

Io amo profondamente Venezia, amo girovagare per la città, perdendomi nelle calli e alzando lo sguardo verso il cielo e poi rivolgendolo all’acqua. Ci sono stata molte volte, in diverse stagioni dell’anno, e non sono mai sazia.
Ho inseguito i luoghi di Venezia tra le pagine del libro, cercando di riconoscere le immagini attraverso i miei ricordi e consultando il glossario per ritrovare i nomi dei luoghi attuali: le isole di Aymanas, Constanciacum e Metamauco sono oggi scomparse. Torcellus è Torcello, Rivoalto oggi Rialto, Spinalunga è l’isola della Giudecca…
L’eroe “antieroe” del libro è un chierico gobbo e quasi cieco, Edgardo, amanuense che si mette in viaggio dalla lontana abbazia di Bobbio verso Venezia, in cerca di un’invenzione miracolosa, di cui ha sentito parlare nei libri, per
salvare la sua vista malata. La pietra per gli occhi è i “roidi da ogli”, occhiali rudimentali che il mastro Segrado costruisce per lui, dopo aver finalmente scoperto la ricetta per produrre il vetro cristallino.
Una storia d’amore, un giallo con morti misteriose e grottesche, il mondo cupo di una Venezia medievale si dipanano nelle pagine del libro e mi portano con interesse a correre verso la fine della storia.
Vi dò appuntamento per l’ultimo libro della trilogia non ancora letto!

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