Tre cose che ho comprato in estate

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In questi mesi estivi sono stata una trottola. Ho girato l’Italia da Roma in sù, a sinistra a destra in alto verso le montagne e in basso verso il mare. Non sto esagerando: io l’estate del Covid l’ho passata in piccole pause distribuite tra amici e parenti, case di famiglia e famiglie vere e proprie tra Lazio, Campania, Puglia, Marche e Abruzzo. Hanno detto: “Quest’anno sostenete l’Italia, restate in vacanza qui”. Li ho presi in parola.

La verità è che l’estate senza lavoro e senza scuola è stata lunga e il lock down è continuato in una forma diversa: non più tutti dentro a cercare l’isolamento, ma tutti fuori a cercare una via di fuga. La mia via di fuga l’ho trovata nella mia piccola comunità di parenti e amici: oggi si dice bolla. Ho fatto tante piccole pause nella mia bolla, giocandomi la carta delle vacanze con gli affetti, quelli consolidati e quelli nuovi. Ripensando a ogni tappa (Pescia Romana, Lecce, Gallipoli, Caserta, Fiastra, Ripari di Giobbe) è coinciso un affetto, lunghe chiacchiere tra donne, luoghi da scoprire insieme per la prima volta o con guide speciali, amiche e amori che mi hanno condotto lungo le strade dei propri posti preferiti.

Gallipoli

In direzione ostinata e contraria, mi sono trovata in un viaggio diametralmente opposto a quello del turista ai tempi di Airbnb: anziché cercare il divano di uno sconosciuto, ho esplorato i luoghi del cuore miei e degli amici. Potevo in questo percorso di ritorno a casa continuare a navigare on line per i miei acquisti? L’e-commerce, che è entrato a casa mia insieme ai primi store on line, è uscito dalla porta principale, un po’ perché sono amica di librai e libraie specializzate e non sono quasi più in grado di comprare un libro senza condirlo con le emozioni che il libraio ti trasmette quando ne parla, un po’ perché se uno viaggia verso i luoghi dei ricordi, i prodotti che in quei luoghi si incontrano diventano immediatamente molto più interessanti e ricchi di senso di tante cose meravigliose che si possono trovare on line.

Lago di Fiastra

Allora io in questa coda di estate italiana vi do dei consigli per gli acquisti a modo mio, che sono anche consigli di viaggio. Non potrete comprare on line quasi nulla di quanto segue, dovrete necessariamente prendere un mezzo e andare lì dove ogni cosa trova il suo senso e il suo sentimento, che vi si appiccicherà addosso, per rendere migliori i vostri giorni nell’autunno che verrà.

Il primo consiglio per gli acquisti è una lanterna. A Gallipoli (Puglia), il tempo non si è fermato: la città è cresciuta oltre il porto, ma tra la città vecchia e quella nuova c’è un’antica fortezza, un castello, un tempo approdo commerciale centrale nel Mediterraneo, in cui si incontrava la domanda e l’offerta dell’olio per l’illuminazione. Nel castello è possibile esplorare le antiche sale in cui si svolgevano le trattative, in cui si pesavano gli otri che conducevano l’olio in tutta Europa via mare, facendo della città un porto ricco e riconosciuto. L’invenzione della lampadina ha cambiato tutto, mandando in rovina le imprese agricole e le manifatture dell’entroterra, trasformando l’economia del luogo e di tutta una comunità che viveva dei cicli produttivi degli uliveti. All’interno del Castello una sala era allestita con una installazione di centinaia di piccole lanterne, di varie sfumature di blu, fino all’azzurro. Un vero e proprio mare di luce. Oggi parte di quelle lanterne, numerate, sono in vendita nello shop del museo, ad un prezzo assolutamente accessibile. Un pezzetto di un mare di luce di un tempo lontano.

Il secondo consiglio per gli acquisti è una spilla. Non si tratta di un prodotto artigianale, ma di un piccolo oggetto decorativo con il logo del Parco dei monti Sibillini (Marche). L’ente parco finanzia con piccoli gadget come la spilla, la shopper, i calendari annuali con le foto del luogo, l’immenso lavoro di salvaguardia e promozione del patrimonio naturalistico del parco. I monti Sibillini sono rappresentati in quel logo come delle vette verdi che guardano la luna. E la catena appenninica che si può esplorare tra Fiastra e Camerino è proprio così, fatta di montagne dolci, rotonde quasi, verdi d’estate, ricche di fauna e di flora di media altitudine. Queste montagne così accoglienti hanno tremato 4 anni fa, e tremano ancora, e tantissimi luoghi del cuore sono andati distrutti. Visso, Pieve Bovigliana, la stessa Fiastra con il suo lago turchese e Camerino e tantissimi altri paesi piccoli e piccolissimi sono andati quasi interamente distrutti. La ricostruzione è lenta e complessa (siamo noi a renderla così complessa), ma chiunque esplori quelle montagne non può che innamorarsi del posto e dei suoi abitanti, umani e no. Porterò la spilla del Parco per ricordare ogni giorno che i monti Sibillini sono un nostro patrimonio, una ricchezza da sostenere e preservare.

Il terzo e ultimo consiglio per gli acquisti è un vino, un rosato abruzzese, della cantina Roveri. Alle spalle dei Ripari di Giobbe, vicino Ortona, una delle parti più affascinanti della costa abruzzese, un piccolo promontorio con approdo al mare tra frutteti e vigneti, si trova subito prima della spiaggia una cantina con punto ristoro. La casa produttiva imbottiglia Passerina, Pecorino, Cococciola, Montepulciano, prosecchi e liquori, e un rosato Cerasuolo buonissimo con una punta piccante che ricorda l’idea di una terra fertile su rocce impervie. Nella cantina, all’ingresso, in bella vista ci sono macchinari vintage per l’imbottigliamento, cisterne di varia dimensione, un grande magazzino tra botti di legno, casse di vini e un’antica dispensa per conservare in bella vista le varie bottiglie. Il tutto etichettato con una cura da vino delle feste, in etichetta in lamina pressata, lucida e orgogliosa. Tornata a Roma, ho cercato l’etichetta in enoteca, non l’ho trovata. Ho cercato on line, esiste un sito, un po’ datato, senza e-commerce. Ho bevuto l’ultima bottiglia pensando ai sassi e ai trabocchi, e a come è bello scoprire camminando storie e prodotti che non avresti incontrato altrimenti. Uno sprone a continuare a incontrare il mondo fuori di casa lì dove si trova. A casa sua.

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