Il senso di una festa

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Come dice Manuela, in questa pandemia le nostre paure e i nostri perché sono tanti, ma quelli esistenziali e violenti non mettono da parte le domande spicciole sulla vita di tutti i giorni. Avevamo una quotidianità fatta di un tutto di abitudini, adattamenti, follie e compromessi che si è spezzata e fingere che non sia successo è il primo passo per trasformare questa quarantena lunghissima in una tragedia.

Io non faccio finta e ogni giorno faccio una fatica bestiale ad alzarmi dal letto e cercare routine a cui aggrapparmi per darmi prova che sto ancora portando avanti il mio progetto di vita, nonostante tutto. Forse è per questo che la prima reazione che ho avuto, appena ho capito che ci avrebbero chiuso in casa, è stata andare a comprare l’indirizzo www.festadellapoesia.it.

La poesia è un atto di pace.

Questa frase è l’inizio di una breve strofa di Neruda. L’ho incontrata un paio di anni fa, l’ho sentita da subito come rivelatrice di uno scopo che restava sommerso sotto strati di carta. Tutto nasce dalle relazioni di sintonia costruite con i genitori della scuola di mia figlia: lì ogni anno per 5 anni abbiamo organizzato una festa per la poesia il 21 marzo. Non mi dilungo in riassunti e ricordi, si tratta di un evento dal vivo che non può più tenersi, e chissà se tra un anno si potrà di nuovo, in qualche modo. Quando ci hanno messo in lockdown, tra le altre cose, quelle che si fanno per passione e per hobby, si stava organizzando questo, la festa della poesia 2020. Non si può fare, annullata. Ma questa festa a me serve e fa bene, a tanti genitori che conosco serve e fa bene, ai bambini serve a fa bene, persino agli insegnanti mi posso sbilanciare a dire che serve e fa bene, perché getta un ponte: tra i programmi scolastici e i desideri, attraverso il coinvolgimento degli adulti e dei bambini sullo stesso livello. In fondo, facevamo una cosa molto semplice: attaccavamo poesie ai muri.

Questa cosa così semplice sprigionava una bellezza immensa: dava l’occasione di rispolverare vecchi ricordi, di scoprire parole nuove, di leggere insieme, recitare, cantare, su un livello di contatto con la poesia così “democratico” che anche scrivere poesie per l’occasione diventava un modo per stare insieme.

In fondo una cosa così piccola non è importante, non toglie nulla alle vite che abbiamo dovuto chiudere in casa. Ma aggiungeva tantissimo. Di contatto con gli altri, a scoprirsi innamorati dello stesso poeta o della stessa strofa, di capacità di incontrarsi e comunicare, in una città grande come Roma dove sì, magari c’è ancora tanta umanità, ma il senso del quartiere va perdendosi.

Quando abbiamo capito (io, gli altri genitori coinvolti, il poeta invitato a presenziare quest’anno, gli insegnanti) che non avremmo portato in strada e a scuola le poesie, mi è partito una specie di demone interiore e in un paio di giorni ho acquistato il dominio e ho portato sul sito on line quello che avremmo voluto mettere in strada quest’anno e quello che abbiamo raccolto nel corso del tempo, con le idee e l’aiuto di in un informalissimo gruppo di lavoro.

Nemmeno c’è stato bisogno di fare un piano: era già tutto lì, pronto per essere condiviso.

Guardami! è stata la prima pagina: le foto della festa delle edizioni passate, sono una fonte di bellezza e ci ricordano le cose folli che abbiamo fatto, tipo piantare viole del pensiero nelle aiuole, scrivere haiku su rotolini di carta igienica, installare poesie giganti sui gradini delle scale, ritagliare nel cartone figure di persone, uomini donne e bambini, a grandezza naturale interamente rivestiti di poesie. Arrichite le foto, se necessario, dai video di una specialissima playlist che abbiamo creato su youtube: lettori famosi che leggono poesie. Mica esistono solo gli youtuber!

Leggimi! sta ancora crescendo, con le segnalazioni di siti dove cercare la poesia per affiggerla ai muri o solo per una lettura fugace, che faccia stare bene in un momento di stanchezza di questo perenne stare a casa, che molto spesso diventa un perenne stare al pc. E oltre a quello, le poesie raccolte e stampate nel corso di questi anni, ne arriveranno ancora moltissime (Francesca, la editor preposta, mi dice “Eh sono 90 pagine!” io svengo!). Ma anche i tutorial: risorse on line utili per creare e scoprire poesie insieme ai bambini, per continuare a far vivere la poesia come un punto di contatto tra i genitori e i figli.

Ascoltami! era tra i nostri progetti di quest’anno. Nasce da uno scambio notturno tra me e Luisa:

"perché non dedichiamo la festa di quest'anno al suono della poesia?"
"bello! ma sarebbe fantastico proprio avere poesie in voce non solo sui muri"
"Dai, si può fare: mettiamo un qr code stampato accanto al testo e quando lo inquadri col cellulare senti l'audio della poesia letta dal bambino"
"No troppo figo, lo dobbiamo fare."

Ecco, lo dobbiamo fare. E potevo lasciare quelle voci silenziose sul server del sito? Uno può avere per le mani un po’ di bellezza e tenerla nascosta? Se lo fa è criminale. Io ragiono così. Non è che sia una gran cosa, mi dico, ma come scrivevo qualche giorno fa sui social, le voci dei bambini brillano. Così è nata la pagina Ascoltami!, perché tutta quella luce potesse diffondersi. E sono iniziate ad arrivare anche altre voci, di bambini da Milano, dal Qatar, Andrea da Sydney. Sono una trentina di poesie lette dai bambini. Hanno tutti una voce diversa, chi ha scelto una poesia buffa, chi una poesia per leggerla con mamma, chi l’ha voluta scrivere. Ogni tanto ce le sentiamo, a casa, come una playlist musicale. Quando arriviamo a Pascoli, Caterina mi chiede sempre: “mi ripeti come si chiama?”.  Si chiama Il lampo, ed è una poesia bellissima.

E insieme alle voci dei bambini sono iniziate ad arrivare anche le voci degli adulti – poeti, attori – che ci hanno dedicato la propria voce per qualche minuto, per leggerci una poesia.

Questo per me è il senso di una festa, un momento in cui l’alto e il basso si incontrano e stanno insieme a braccetto senza scrutarsi, sullo stesso pavimento di danza, travolti dal ritmo, incuranti del tempo che passa. Potremo ancora fare festa? In tempo di distanziamento, cautele e disagio, la festa avrà ancora vita? Non lo so, ma so che non dobbiamo dimenticare, e forse per questo ci ho dedicato tempo, a questa festa della poesia e spero che possa ancora crescere, in voci, contatti, azioni poetiche. Sul sito tutte le istruzioni per partecipare.

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