Chi l’ha detto che viaggiare ci rende per forza migliori?

Mi ricordo che da ragazzina avevo la smania di girare il mondo, la smania di lasciare il mio paesello, la smania di scoprire cose nuove, la smania di contestare tutto per costruire la mia propria linea di pensiero.
Ho lasciato il mio paesello a 18 anni, ho viaggiato tanto.
Ho vissuto tanta Africa, ho visitato moltissimi Paesi, ho conosciuto moltissime persone. E da due anni vivo addirittura in un altro continente.
Non sapete quante volte sento dire che viaggiare apre la mente e rende le persone migliori.
Con questo post non voglio certo confutare quest’affermazione, perché ha una parte grande di verità. Indubbiamente è vero che, più vediamo e stiamo in contatto con persone e culture diverse dalla nostra, e più maturiamo e allarghino le nostre vedute.
Credo però che non si tratti di un’equazione perfetta.
Non è sempre così.
Non è detto che sia così.
Non credo che avere la mente più aperta sia una conseguenza diretta del viaggiare.
Credo piuttosto che dipenda da chi siamo noi.
Se abbiamo dentro un anelito a crescere, se sentiamo viva una fiammella che ci spinge a cercare, a porci domande, a metterci in dubbio, allora qualunque esperienza di vita porterà con se crescita interiore e apertura verso il mondo; anche se dovessimo rimanere confinati nelle stesse quattro mura per la nostra intera esistenza.
Ne sono profondamente convinta.
Conosco espatriati e viaggiatori di ogni sorta. E tanti hanno vedute davvero limitate. Inscalfibili nelle loro opinioni e pronti a rivendicare di continuo la loro “superiorità” rispetto a chi non è espatriato o ha viaggiato meno di loro.
Così come conosco persone che non hanno viaggiato mai e hanno tutti i giorni qualcosa da insegnarmi.
E anche il contrario, ovviamente.
Chissà perché, come esseri umani, sentiamo questo continuo bisogno di sentirci migliori. Di sentire che la nostra esperienza è più speciale, più profonda, più proficua.
Io dopo tanto viaggiare, ho capito che la mia crescita interiore dipende da me e solo da me. Che ogni esperienza che la vita mi pone davanti è una meravigliosa occasione per scavare, smussare, costruire. Ho capito che tutto quello che cercavo, cerco e cercherò con tanta smania, già ce l’ho. Sempre l’ho avuto e non sempre lo vedo.
Ma va bene così.
Ho imparato che tengo moltissimo alle mie radici e amo la mia casa.
E mi ritorna in mente una frase di Proust che, incredibilmente, avevo scelto come incipit della mia tesi di laurea:
Un vero viaggio di scoperta, non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi.

7 commenti su “Chi l’ha detto che viaggiare ci rende per forza migliori?”

  1. Il cervello è un’insieme di conoscenze racchiuse in una una circonferenza, che non bisognerebbe mai chiudere. Condivido pienamente tutto quello che hai scritto.

  2. Quanta verità, grazie mille per queste tue parole… È proprio vero: a volte si può viaggiare rimanendo fermi in una stanza e altre volte si può girare il mondo intero senza crescere né imparare nulla di nuovo ❤️

  3. Penso che viaggiare ti permetta di cambiare prospettiva, di lanciarti in nuove esperienze e fare i conti con emozioni diverse. Dopo un viaggio torni inevitabilmente a casa con un quid pluris, che può anche semplicemente essere una più forte consapevolezza, consapevolezza che il posto in cui torni è proprio quello in cui sei veramente felice😉

  4. Viaggiare consente di introitare esperienze e vissuti che solo in un contesto sociale è possibile assimilare. Diversa è la comprensione, quell’analisi introspettiva che può portarti alla luce o al buio. A volte basta un solo viaggio per trovare la strada “dentro”,a volte siamo zingari anche solo col pensiero.l’africa e l’australia Dal tuo pensiero sono luce pura.

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