Marina

Il mio nome è Marina. Nel 2018 ho 40 anni e ormai da più di venti frequento il web in tutte le sue forme. Sono stata on line con pagine html autoprodotte, su testate giornalistiche come cronista da festival cinematografici, su blog, social network, per passione e per lavoro. Se c’è una cosa che è una costante nella mia vita da adulta è internet. Non nei modi e nei contenuti, ma nella presenza. Ho sempre creduto che il web possa fare molto per cambiare la qualità e la quantità delle nostre vite e un po’ lo considero il mio viaggio più lungo: da laureata in lettere ho esplorato il pianeta digitale in lungo in largo, tra siti di cinema, concorsi d’arte, portali di grandi imprese, aziende produttrici di cemento o di moda, librerie specializzate per bambini. Tutti questi ambienti diversi ho potuto esplorarli grazie ai molti lavori che ho fatto, restando a Roma, dal 1996, andando via solo per svago ogni tanto, e tornando ogni volta con la sensazione fortissima che io non ho lasciato il mio Paese, ma il mio Paese un po' ha lasciato me. Mi ha lasciato quando sono partita da Caserta senza una prospettiva perché sceglievo lettere; quando sono andata via dall’Università per portare a casa un compenso; quando da donna adulta e lavoratrice ho iniziato a sentire lo sforzo necessario per adeguarsi a un modello di società maschile, comunità di uguali per censo più che per intenti. Quando ho visitato altri Paesi e ho trovato quello che immaginavo viaggiando su internet, e che non riuscivo a trovare nella mia città. Oggi ho un compagno e una bambina fantastica che con la freschezza della sua fantasia mi sottrae ai pensieri automatici, leggo libri ai bambini, racconto vite e mestieri di librai e progetto report grafici per grandi aziende. Ho capito che per me essere su internet significa avvicinare le persone, tentare di comprenderle, creando connessioni tra punti diversi, non del mondo nella sua geografia, ma dell’umanità nella sua varietà.