ADORATA FESTA DEL CINEMA DI ROMA

Vivo a Sydney da due anni e questa è la terza Festa del Cinema che salto.
Ho lavorato lì per quattordici anni.
Mentre scrivo si è da poco svolto l’evento di apertura.
Ho sentito qualcuno dei miei colleghi.
Riesco a immaginare nel dettaglio quello che sta succedendo.
O forse no.
Questo è un anno particolare, ci sono le nuove regole di distanziamento e tracciamento.
Alcune cose però non saranno cambiate.
Il palinsesto starà girando di tasca in tasca. Tutti ne avranno una copia sotto mano. Tecnici, facchini, personale di sicurezza e hostess, tutto lo staff.
Gli eventi più delicati saranno stati studiati nei minimi dettagli.
I fotografi saranno già posizionati al photocall e il tappeto rosso più bello del mondo, si starà mostrando in tutto il suo splendore, mentre il sole cala e lascia il posto alle luci di scena. Mi sembra anche di sentire la musica: quest’anno tutta dedicata al Maestro Morricone.
Su quel tappeto già da due anni si sente la mancanza di Pietro e Raffaella, colleghi speciali, andati via troppo presto.

Allontanarmi dal lavoro è stata una scelta difficile e a lungo meditata.
Mi sono sempre sentita una privilegiata. Non mi è mai pesato lavorare, perché ho sempre fatto quello che amavo. Mi sentivo arricchita tutti i giorni. Ho avuto la fortuna di affiancarmi a persone meravigliose e generose. Professionisti di alto livello, che mi hanno passato un mestiere, senza lesinare nulla.
La cosa più bella della Festa del cinema, per me, è il suo staff.
Ricordo come fosse ieri il giorno in cui mi preparavo a fare il colloquio.
Ero molto emozionata.
In città si vociferava di questo grande evento pronto per nascere. Stavano organizzando la squadra.
Era un’occasione imperdibile.
Il sogno.

Sono stati anni di fatica e gioia. Anni in cui sono cresciuta molto. Sia professionalmente che umanamente.
Un grande evento è come la tela di un ragno. Perfetta e delicata. Tutti i fili devono essere al posto giusto, tutti devono cooperare.
Sono davvero tante le cose a cui pensare, i dettagli da non tralasciare.
È importante avere un’ottima gestione delle sale, per esempio. Dieci minuti di ritardo nel far partire una proiezione possono sembrare banali, ma a volte sono il guaio di una intera giornata. Si possono creare problemi nei deflussi, intralci sul tappeto rosso o problemi a chi ha più di una proiezione da vedere.
I settori coinvolti sono molti e ognuno è di vitale importanza.
Penso all’ufficio cinema che lavora a stretto contato con talent e produzioni, penso ai ragazzi dei sottotitoli, a quelli del movimento copie. Penso all’ufficio stampa, al marketing. Penso a chi si occupa degli allestimenti. Penso al cerimoniale, alla biglietteria. Penso all’uffcio accoglienza. Penso a tutto l’ufficio organizzativo, alla sicurezza, le hostess, tutti i tecnici. Il personale delle pulizie. Costantemente cercato per radio.
Penso a tutte le corse che mi sono fatta per i foyer dell’Auditorium. Penso al primo anno: facevo e rifacevo i percorsi per paura di sbagliare, per paura di non ricordare la strada. L’Auditorium di Roma è uno dei posti più belli al mondo, ma lavorarci vuol dire conoscerlo a menadito, conoscere tutte le sue scorciatoie. I passaggi veloci, i back stage, i giardini pensili. Vuol dire saper correre dalla regia master ai camerini del terzo piano e poi al back stage della sala Santa Cecilia, nello spazio di qualche minuto.
Posso dire di aver accumulato una vasta esperienza.
Ricorderò per sempre l’arrivo di Bruce Springsteen. Presentavamo un documentario che lo riguardava ed era previsto un incontro con il pubblico.
La tensione accumulata perché tutto fosse perfetto, la folla incredibile da gestire e poi ricordo lui, dietro le quinte, che mi ha chiesto di essere accompagnato in sala, in mezzo al pubblico.
Ricordo di essermi sentita morire.
Tutti noi dello staff ci eravamo fatti in quattro per farlo arrivare in sala senza incidenti, la sicurezza aveva fatto un lavoro incredibile per evitargli l’assalto della folla.
Lui invece voleva andare in sala.
Meraviglia.
Ricordo che mi disse: stai tranquilla, tanto al buio nessuno mi riconoscerà. Non se lo aspettano, la mente delle persone funziona così. Ti prometto di uscire, prima che si accendano le luci.
E aveva ragione. Si è seduto accanto a una ragazza che non si è nemmeno girata a guardarlo.
Io ero lì vicino, con un o squadrone di sicurezza subito dietro.
Ho perso dieci anni di vita, ma è stato bellissimo.
Ricordo le notti, la stanchezza, la tensione, il mal di schiena, ma ricordo anche la gioia nel vedere le sale piene, il pubblico contento, il tappeto rosso scoppiare. Ricordo Jovanotti e il suo tappeto rosso pazzesco, ricordo la distribuzione di bottigliette d’acqua ai ragazzi che si posizionavano fin dal mattino per incontrare i loro idoli alla sera. E non volevano spostarsi per non perdere il posto.
Ricordo la chiacchierata in back stage con Anita Ekberg, ricordo Meryl Streep Sean Penn, Sean Connery, Kate Blanchett.
Potrei dirvi che questi incontri siano stati la mia gratificazione, ma no.
Li ricordo con gioia e mi mancano, ma più di tutto ho nel cuore i miei colleghi. Non so quante volte mi abbiano aiutata. Non so descrivervi la nostra confidenza, la gioia che provavo nelle nostre cene di mezzanotte, quando scaricavamo la tensione bevendo una birra e ci raccontavamo la giornata e ripercorrevamo le peripezie vissute.
Ho sempre potuto contare su di loro. Sempre.
Una macchina perfetta che funziona veloce, dove ogni ingranaggio svolge il suo compito alla perfezione, ma sa anche fermarsi se c’è bisogno di sostegno.
Ci siamo sempre parlati in maniera schietta, a volte molto dura. Nella velocità devi andare dritto al punto, ma mai senza rispetto.
Spero di ritornare a quello.
È uno dei motivi principali per cui mi manca Roma.
Quando senti di aver trovato la tua dimensione, accetti con più fatica le nuove sfide.
Oggi li penso.
So che questa Festa sarà diversa dalle altre.
Mi hanno mandato delle foto. Mi hanno mandato dei messaggi:
Torna presto.
Ci manchi.
Ti aspettiamo.
Torna. C’è un red carpet che ti aspetta.

In questi giorni sono un po’ nervosa. Vorrei essere lì, mi mancano.

E vi lascio con una considerazione postata su facebook dalla mia grande amica e mentore, Mara:
Ieri ce l’abbiamo messa tutta per un’apertura ordinata, distanziata, igienizzata, mascherata … e così faremo fino alla fine di questa edizione, con tutta la nostra attenzione! Perché nelle notti buie è importante tenere la fiammella accesa, perché come pollicino bisogna lasciare briciole per non perdersi… per non dimenticare chi siamo e da dove veniamo… E noi veniamo da grandi assembramenti!! … e li speriamo di tornare alla fine di questa tempesta!! …

6 commenti su “ADORATA FESTA DEL CINEMA DI ROMA”

  1. Ciao Manuela, posso dire che mi hai emozionato moltissimo perché sei riuscita a trasmettermi, pienamente, il tuo stato d’animo, ti voglio bene! ❤️

  2. La sensazione che ho provato leggendoti è stata quella di una grande energia. Anni di impegno e di gioia ti hanno reso forte e piena di fantasia. È questa la cosa più bella. Emani luce ed illumini il mondo!
    M.

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