Omaggio a Walt Whitman

  • Brunella 
Walt Whitman. Photo by Wikimedia Commons

“Non puoi vivere in America se non conosci la poesia di Walt Whitman”: con queste parole Steve, mio marito, ha accompagnato il regalo di una copia di Leaves of grass, Foglie d’erba, la raccolta di poesie più importante dell’autore americano, pubblicata per la prima volta nel 1855 e seguita da altre otto diverse edizioni.

Grata del libro, ne ho sfogliato distrattamente le pagine prima di lasciare l’Italia per il Canada, la scorsa estate. L’ho portato con me in valigia, salvandolo dalla furia del trasloco e dalle cataste di cartoni pieni di altri libri, disseminati per alcuni giorni nel mio salotto romano, prima della partenza.

Ho incontrato nuovamente Walt Whitman alcuni giorni dopo il mio arrivo, in una gita in barca sul lago Mazinaw, a Bon Echo Park.

Lì, su una roccia a pochi metri di distanza dai pittogrammi dei nativi Americani, c’era un’iscrizione del 1919, nel centenario della nascita del poeta, con una dedica a Walt Whitman: OLD WALT.

Roccia con l’iscrizione in dedica a Walt Whitman, Mazinaw Lake, Bon Echo Park.

Dalla fine del XIX secolo fino agli anni Venti del Novecento a Bon Echo, un luogo dell’Ontario, in Canada, ricco di boschi e laghi, un gruppo di poeti, letterati, artisti e attivisti si riuniva per discutere di riforme sociali, di uguaglianza, di spiritualismo, influenzato dall’opera di Whitman.

Flora MacDonald Denison, proprietaria della Bon Echo Inn e vicina al gruppo di intellettuali, fondò il Walt Whitman Club e un giornale locale, The Sunset of Bon Echo, pubblicato tra il 1916 e il 1920.

Flora, appassionata seguace di Whitman, assieme agli altri membri del club, intendeva promuovere in Canada la conoscenza, la lettura e la diffusione dell’opera del poeta, in nome degli ideali di democrazia e uguaglianza propugnati in Leaves of Grass. Nel 1919, per il centenario della nascita di Whitman, in presenza di Horace Traubel, amico devoto e biografo di Whitman, e dei membri del Club, venne inaugurata l’iscrizione.

Inaugurazione della dedica a Whitman, Mazinaw Lake, Bon Echo Park, 1919.

Walt Whitman (1819-1892) è considerato il fondatore del modernismo e della nuova poesia nordamericana. Pari importanza nella letteratura americana hanno avuto Ralph Waldo Emerson e Henry David Thoreau, attivi negli stessi anni, ma l’influenza esercitata da Whitman sugli autori americani del Novecento è stata fondamentale.

Tra gli altri, Jorge Luis Borges, Pablo Neruda, Ezra Pound, Hart Crane, Allen Ginsberg scrivono versi rivolgendosi a Whitman, in omaggio alla sua poesia.

In Foglie d’erba, Whitman canta l’uomo comune, l’uguaglianza degli uomini e delle donne e la democrazia, celebra l’America, la costituzione del nuovo Paese attraverso la confederazione di Stati. La prima raccolta è precedente allo scoppio della guerra civile, nel 1862.

Un ritmo enfatico e versi fitti di vocativi ed esclamazioni sostituisce la composizione in rime, inno alla libertà e alla nuova poesia di un paese in formazione.

La natura è onnipresente, è la linfa vitale dell’America, e il titolo della raccolta poetica racchiude in sé questo messaggio, giocando anche sul doppio significato di “leave”, come foglia e foglio su cui scrivere i versi. La vitalità e la freschezza dei versi di Whitman ci fanno viaggiare con l’immaginazione, insieme al poeta, attraverso le verdi praterie d’America, i corsi d’acqua, gli spazi immensi, le città brulicanti di vita:

Partendo da Paumanok, l’isola a forma di pesce dove

Nacqui,

Ben generato, allevato da una madre perfetta,

Dopo aver vagabondato in molte terre, amante dei

marciapiedi affollati.

Abitante di Mannahatta, mia città, o di savane nel sud,

Soldato accampato o in marcia con zaino e fucile,

            minatore in California, vita rude

Nella mia casa nei boschi del Dakota, mangiando

            carne, bevendo acqua di fonte,

O appartato a pensare e a contemplare in qualche

            sperduto recesso,

Intervalli rapidi e felici lontano dai clamori delle folle,

Conoscitore del fresco, generoso, fluente Missouri, del

            possente Niagara,

Conoscitore delle mandrie di bufali nei pascoli in

            pianura, del toro irsuto dal forte petto,

Esperto di terre, rocce, fiori del Quinto-mese, di

            stelle, pioggia e neve, mio stupore,

Avendo studiato il canto modulato del mimo-poliglotta,

            il volo del falco di montagna,

Udito il tordo eremita, senza rivali, all’alba, dalle tuie,

Solitario, cantando in Occidente, io intono il canto per

            un Nuovo Mondo.

(…) versi tratti da Partendo da Paumanok, poesia inclusa nella raccolta Foglie d’erba

 

Whitman in Song of Myself, Canto di me stesso, il suo capolavoro, rincorre il suo doppio, Myself and I, in un complesso gioco di rimandi, e identifica il suo corpo con la geografia stessa dell’America e con un Io collettivo, inno alla nazione:

Song of Myself. Canto di me stesso.

 

Grazie, vecchio Walt, per avermi insegnato cosa è l’America con i tuoi versi.

 

Brunella

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