Musaba

Sto trascorrendo qualche giorno in Calabria, a casa mia, nel posto dove sono nata.

La Calabria è tante cose. La Locride, costa dei gelsomini, dove sono cresciuta, è una terra aspra, a prima vista forse non bella. Costruzioni non finite, brutto che si mischia al bello. Ovunque. Ma in fondo non è così anche la vita?
Sarà che guardo la Calabria con occhi innamorati, ma la trovo speciale. É una terra ricca di passioni, di persone con una fibra robusta. É una terra generosa e che conosce poco le mezze misure.

Trasuda storia in ogni angolo. I suoi borghi arroccati sulle colline e affacciati sul mare sono piccoli gioielli; il suo mare e le sue spiagge semi deserte sono la mia passione. É bello sapere di avere un posto speciale nel mondo. Io ne ho due e sono molto fortunata.

La Calabria ha tanti tesori, se la si sa guardare. Il Musaba è uno di questi.
MUSABA, Museo di Santa Barbara, si trova nell’antico Complesso Monastico di Santa Barbara a Mammola, in provincia di Reggio Calabria. Noi calabresi lo conosciamo un po’ tutti. Lo si scorge attraversando la strada che collega il Tirreno allo Ionio. Per me è una specie di segnale d’arrivo. Quando dalla macchina intravedo l’arlecchino colorato che tende le braccia verso l’alto e i tanti raggi colorati che si levano verso il sole, so di essere quasi a casa.
Il museo è stato fondato nel 1969 da Nik (Nicodemo) Spatari e dalla sua musa, compagna e moglie, Hiske Maas. Lui è calabrese, Hiske olandese. Lui è un artista autodidatta, sordo dall’età di undici anni. É diventato scultore, pittore e architetto di fama internazionale. Ha collaborato con grandissimi maestri come Picasso, Cocteau, Sartre. Ha incontrato Hiske, artista anche lei, a Parigi nel 1963, e lì hanno avuto inizio il loro sodalizio artistico e la loro lunga vita insieme.
Nel 1966 hanno deciso di aprire una galleria d’arte a Milano, fino a quando la Calabria entra nella loro storia e loro entrano nella storia della Calabria.

Sentivano entrambi il bisogno di una sfida più grande, sentivano il bisogno di portare arte e bellezza in un territorio che si presentava ostico, ma anche vergine e ricco di possibilità.

Aiutati da un gruppo di volontari hanno ripristinato i resti di un antico complesso certosino del X secolo e lo hanno trasformato in uno spazio espositivo a cielo aperto. Coloratissimo e in continua evoluzione. Il Musaba è un luogo che difficilmente può lasciare indifferenti. E una fucina creativa che non si ferma mai. Il suo parco ospita le opere di molti artisti internazionali. Penso alla Donna Fontana di Stevie Kerwin e completata da Nik, penso a Fountain dell’artista Jin Jong Chen. Probabilmente il simbolo del Musaba è Il Concetto Universale, che si vede bene dalla strada, insieme all’Arlecchino. É un’opera ispirata a Santa Barbara e composta da raggi colorati che guardano il cielo.


La foresteria è un luogo in continua evoluzione. Qui ci sono le residenze per gli artisti. I giovani possono svolgere stage e laboratori. Possono aiutare Nik nel suo progetto.

Il colore domina ogni angolo. Niente è lasciato al caso. L’architettura prende vita. L’ispirazione è vasta e spazia dalla mitologia greca, all’arte egizia al repertorio biblico, passando per l’astrologia. Più di 1000 metri quadrati di mosaici in progress. Tutte le volte che vado, trovo Nik, ormai novantenne, arrampicato da qualche parte a lavorare. E Hiske che si aggira amorevole, presente e con la grazia tipica delle donne che hanno lavorato incessantemente su di sè.
All’interno dell’ex chiesa di Santa Barbara, sul soffitto, si trova Il sogno di Giacobbe definito “La Cappella Sistina della Calabria”.

Si tratta di un gigantesco dipinto tridimensionale, realizzato da Nik, lungo 14 metri e sviluppato nell’abside e nella volta. La tecnica per realizzarlo è una sua invenzione. Le figure sono ritagliate su fogli di legno leggero, dipinte e poi applicate come rilievi sospesi nell’aria.
Non si può attraversare questo pezzo di costa e tralasciare una visita. É un luogo arcaico e moderno allo stesso tempo. Forte, in evoluzione, dove si sentono il peso della storia, l’irruenza della natura, l’asprezza e le potenzialità del territorio e dove tutte queste cose si fondono insieme in geometrie che lasciano a bocca aperta, in colori che parlano forte nel silenzio che tutto circonda.

Ho viaggiato attraverso i continenti. Ma ho un solo legame profondo: quello con il Mediterraneo. Appartengo al Mediterraneo fortemente. Il Mediterraneo, re delle forme e della luce. E nel Mediterraneo, la Calabria, luce decisiva e paesaggio imperativo
Nik Spatari

2 commenti su “Musaba”

  1. Mi piace come riesci a trasmettere, attraverso le parole, il tuo stato d’animo osservando i luoghi, le cose e le persone . . . . Brava

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *