L’amica geniale

  • Brunella 

Elena e Lila, le amiche del cuore. Le amiche dell’infanzia crescono, tra varie traversie e avvenimenti, e diventano donne. Una saga amicale ambientata in una Napoli degli anni cinquanta, in un quartiere lontano dal mare, identificabile oggi con una delle periferie dell’hinterland napoletano.

L’amica geniale, pubblicato da E/O nel 2011, ha avuto un grande successo internazionale. Oggi arriva sugli schermi TV per HBO. La versione filmica del romanzo ha reso bene, in un paio di scene delle prime puntate, l’immagine, molto forte nelle pagine del libro, della galleria di cemento, che è anello di passaggio, confine al limite del quartiere, metafora di attraversamento e punto nodale del viaggio a piedi delle protagoniste fino al mare.

Una galleria le separa dalla vita e dalla libertà

Due piccole donne intrecciano un’amicizia indivisibile, in un mondo dominato dagli uomini, dalla prevaricazione e dalla violenza. Strumento di libertà sarà per Elena l’istruzione, la capacità di superare la propria condizione sociale attraverso gli studi. Lila la osserva da lontano e la imita, in una gara nascosta a distanza.

Elena Greco è la protagonista e la voce narrante, come l’Elena pseudonimo dell’autrice del libro. Elena è la donna forte di Troia, che ha incantato gli Achei. Qui il modello femminile è sicuramente in primo piano e la sua supremazia conduce la narrazione e ci fa immedesimare con empatia nei due personaggi. Ne rincorriamo le vicende nel tempo della crescita e della formazione, con attenzione assidua.

Mi sono chiesta spesso, durante la lettura del libro, che cosa potesse spiegare un tale successo di pubblico internazionale.
Il romanzo appassiona per l’intreccio delle vicende. Il filo della narrazione si dipana verso il finale in maniera avvincente, coinvolgendo il lettore fino alla fine. Ma la ragione del successo del libro è, a mio avviso, un cliché, uno stereotipo su cui è costruito l’immaginario del pubblico, in particolare americano e europeo, a proposito dell’Italia del Sud.

Sangue, violenza, degrado sono descritti nei dettagli e sono vividi

nelle immagini di case e quartieri, personaggi e situazioni.

L’orco, Annibale Carracci, viene ucciso. La bambola dei giochi viene gettata da Lila negli anfratti bui e putridi dell’edificio abitato dall’orco. Una fantasia dai colori caldi vermigli, sudici neri, squallidi grigi e bianchi abbacinati dal sole caldo d’estate si impadronisce dell’immaginazione del lettore.

Mi sono appassionata alla lettura del romanzo e ho inseguito Elena e Lila tra le pagine degli altri tre volumi pubblicati dall’autrice[1], per poter immaginare le due protagoniste, nella loro crescita attraverso l’adolescenza e la maturità, fino alla condizione di madri e donne adulte. La vicenda privata di un’amicizia attraversa diverse generazioni e decenni e prova a tratteggiare in controluce un’immagine dell’Italia, nella sua storia e nei luoghi dove è principalmente ambientato il romanzo, Napoli e Firenze.

Attendo con curiosità le nuove puntate della serie TV prodotta da HBO, che in Italia sono andate in onda il martedì alle 21,25 su Rai Uno.

Buona lettura e buona visione!

L’amica geniale su RaiPlay


[1] Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta e Storia della bambina perduta, tutti editi da E/O rispettivamente nel 2012, 2013 e 2014.

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