Una visita a Palazzo Massimo alle Terme

  • Brunella 

Ti ho appena lasciato, Roma mia meravigliosa, ed ecco che ti ritrovo tra le mie parole e i miei ricordi più belli. Ho lasciato l’Arte, Roma e l’Italia, per ritrovarmi nella Natura, in Nord America. Per sempre avrò memoria delle bellezze millenarie di Roma.

Per chi è in visita, in giro per la Città Eterna, o per i romani stanchi e annoiati, stremati dal caldo estivo, dal traffico e dalla quotidianità faticosa e purtroppo incivile: andate a Palazzo Massimo alle Terme.

Affreschi della Villa di Livia Drusilla, moglie dell’imperatore Ottaviano Augusto. I secolo d.C.

Vicino la Stazione Termini. Ci sono tesori archeologici di inestimabile valore, sconosciuti alla maggior parte delle persone.
Non sono i luoghi dei classici giri turistici. Ma la visita al museo val bene il viaggio in città.

Sui quattro piani dell’edificio, mosaici, affreschi, sculture e una collezione di numismatica dell’antica Roma, dall’età tardo-repubblicana alla tarda antichità. La ricostruzione del cortile della villa di Livia, moglie di Augusto imperatore, con gli affreschi staccati e ricostruiti in una sala del museo per restituire l’ambiente, sono meravigliosi e mistici, pieni di simbologie e significati nascosti.


Tra le sculture, il ritratto dell’incantevole principessa siriana, Iulia Domna, divenuta influente “Augusta”, imperatrice e moglie dell’imperatore Settimio Severo, nato a Leptis Magna, in Libia. L’impero romano era cosmopolita, e dall’Africa provenivano sia schiavi sia imperatori. Tutte le ignoranti mitologie, costruite su una presunta superiorità etnica dei romani antichi, troverebbe una smentita sicura soltanto con una visita a questo museo.

Ritratti di Antinoo l’amante, Adriano l’imperatore, Vibia Sabina la moglie.

Ecco uno dei capolavori del museo, il pugile in riposo, originale statua greca in bronzo, portata a Roma. Così recita la scheda didattica dell’opera, dal sito del museo:

“La statua, rinvenuta a Roma sulle pendici occidentali del Quirinale, ritrae un pugile in riposo al termine di un incontro.
L’atleta, spossato, siede su una roccia con le gambe appena divaricate e il torso piegato in avanti; indossa ancora i pesanti guantoni in cuoio con inserti metallici e pellicciotto. Sul volto sono riconoscibili i segni dell’ultimo combattimento: le ferite sotto l’occhio destro e sul naso
sanguinano copiosamente, le orecchie sono gonfie e tumefatte. Il volto e le membra dalla muscolatura vigorosa, lievemente appesantita dall’adipe, indicano che l’uomo ha un’età ormai matura e probabilmente è al termine della sua carriera.
Eseguita nella tecnica della cera persa e rifinita a bulino, con inserti in rame per alcuni dettagli tra cui le labbra, l’opera rivela la piena padronanza di una tecnica bronzistica raffinata. Questo capolavoro è stato prevalentemente attribuito a uno scultore della tarda età ellenistica(II-I sec. a.C.) ispiratosi allo stile di Lisippo (IV sec. a.C.)”.

Scultura bronzea del pugile in riposo, originale greco attribuito a scultore ellenistico (II-I sec a.C.) e rinvenuto alle pendici del Quirinale a Roma nel 1885.

L’archeologo Rodolfo Lanciani, che ha scoperto per prima il pugile, appena portato alla luce, descrive così l’emozione provata al suo ritrovamento, nel 1885:

«Il più importante dato raccolto, mentre ero presente e seguivo la rimozione della terra nella quale il capolavoro giaceva seppellito, è che la statua non era stata gettata là, o seppellita in fretta, ma era stata nascosta e trattata con la massima cura. La figura, trovandosi in posizione seduta, era stata posta su un capitello di pietra dell’ordine dorico, come sopra uno sgabello e il fosso che era stato aperto tra le fondamenta più basse del tempio del Sole, per nascondere la
statua era stato riempito con terra setacciata per salvare la superficie del bronzo da ogni possibile offesa. Sono stato presente, nella mia lunga carriera nell’attivo campo dell’archeologia, a molte scoperte; ho sperimentato una sorpresa dopo l’altra; ho talvolta e per lo più
inaspettatamente, incontrato reali capolavori ma non ho mai provato un’impressione straordinaria simile a quella creata dalla vista di questo magnifico esemplare di un atleta semi-barbaro, uscente lentamente dal terreno come se si svegliasse da un lungo sonno dopo i suoi
valorosi combattimenti» [1]

Viva Roma, viva l’Italia.


Brunella Buscicchio

1. ^ R. Lanciani, L’antica Roma (Ancient Rome in the Light of Recent Discoveries), Roma, Newton Compton, 2007, ISBN 8854103616.

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