Manuela

Mi chiamo Manuela. Sono una persona curiosa. Spesso i dettagli mi attraggono più dell’insieme. Mi piace tantissimo viaggiare (e anche tornare), mi piace parlare con la gente, osservarla. Mi piace cucinare con la casa piena di musica e mi piace leggere. La mia passione più grande è il teatro. Ne subisco il fascino fin da bambina. Mi è sempre sembrata la via più interessante per addentrarmi nella conoscenza dell’uomo. Ho due figli, Andrea e Luca che, da quando esistono, mi spingono al cambiamento continuo, mi fanno misurare con il mio bisogno di controllare le cose e mi aiutano a non rimanere ferma, a non arroccarmi in opinioni e preconcetti. Gli devo molto. Essere genitori è un grande impegno, ma anche una grande occasione di crescita. Mio marito è il mio compagno di vita. Molto diverso da me, riesce a contenere il mio carattere vulcanico. Litighiamo spesso, ma ci troviamo poi sempre l’uno al fianco dell’altra. Cresciamo insieme e, certamente, mi spinge ad essere ogni giorno la versione migliore di me. Sono nata a Locri, in Calabria, una terra difficile, ma bellissima. Inondata dal sole e bagnata da un mare trasparente e imponente, che mi ha fatto compagnia, mi ha insegnato i limiti ed è diventato il mio punto di riferimento nel mondo. Devo tanto a quei luoghi aspri e forti che rappresentano le mie radici e mi ricordano la giusta prospettiva da avere verso le cose della vita. Roma è l mio secondo grande amore, l’ultima città del sud: struggente e meravigliosa, decadente e regale. Ci ho vissuto per vent’anni e più. A Roma ho incontrato persone importanti per la mia vita, che mi hanno insegnato, che hanno allargato le mie prospettive e ammorbidito le mie asprezze. A Roma mi sono laureata in lettere con indirizzo teatrale, seguendo la mia passione. A Roma ho lavorato per anni all’organizzazione di grandi e piccoli eventi legati al cinema. Ho avuto la fortuna di formarmi facendo l’assistente per un grande attore, per poi crescere all’interno della Fondazione Cinema per Roma, che ha fatto di me una professionista nell’organizzazione di eventi culturali. Accanto a questo ho spesso contribuito alla messa in scena di spettacoli teatrali e mi sono occupata tanto tempo della selezione di documentari per un festival molto interessante. Da qualche tempo vivo a Sydney con tutta la mia famiglia. E’ stata una decisione a lungo meditata e difficile da prendere. Mio marito ha lavorato in Africa, in Namibia, tanti anni e non lo abbiamo mai seguito stabilmente. Siamo stati a lungo separati. Nonostante l’Africa sia diventata fin da subito una seconda casa, ho avuto bisogno di tanto tempo per riuscire a staccarmi dalle persone care, dal mio lavoro e dalle mie abitudini. Il lavoro ci definisce socialmente. Più cresciamo e più è difficile togliere dal viso quella maschera che racconta anche a noi stessi chi siamo. Almeno, difficile è stato ed è per me. Nei lunghi periodi africani, quando spesso l’unica compagnia erano meravigliosi tramonti, mi sono accorta di aver voglia di raccontare. Dopo l’Africa il lavoro ha portato mio marito in Australia … ed oggi eccomi qua. In una nuova terra, una nuova città. Ancora senza maschere. Pronta a viaggiare. Dentro di me e nel mondo.

… Come un mantra … going on

Amo tanto leggere e amo tantissimo i libri. Nella mia casa romana ne ero circondata e mi piaceva rientrare ed essere avvolta dal loro calore e dalla loro presenza. Ne ho tantissimi e sono una compratrice compulsiva e gelosa. Non li presto con facilità, preferisco regalarli piuttosto. Quando ci siamo trasferiti in Australia ho dovuto lasciarne la maggior parte in un magazzino. Climatizzato, si … però ho fatto tanta fatica a separarmene e ho paura che possano rovinarsi. Anni fa, una amica, in circostanze analoghe, aveva stilato una lista di amici cari, distribuito a ciascuno (me compresa)  una ventina di libri così che potessero avere una casa accogliente e una vita anche sua assenza, e li aveva poi ripresi, una volta rientrata a Roma. Io non ci sono riuscita. Troppo gelosa … ho avuto paura di perderli, ma un pò me ne pento.

Ne ho portati con noi una cinquantina, più quelli che ho cominciato ad accumulare downunder. Per quanto mi renda conto di non poter comprare troppo, non riesco a convertirmi all’ebook, nemmeno parzialmente. Ammiro chi ci riesce, ma io ho bisogno della carta. Non riesco a scindere il libro dal suo peso fisico, dalla sua forma, dalla sua personalità, dalla sua bellezza, dalla sua diversità rispetto agli altri libri, dal suo odore specifico, dai segni che ne lascio, dalle pieghe che ne restano, dagli appunti che prendo. Poi, quando lo rivedo al suo posto, nella mia libreria, mi ricordo di lui, di quello che facevo mentre lo leggevo, di quello che sentivo. E se qualcuno lo sfoglia, ci trova dentro tracce di me. Fiori, pezzetti di carta, appunti, sottolineature, la mia grafia. Solo, ogni tanto, in macchina, ascolto un audiolibro con mio marito e i bambini. È completamente un altro tipo di emozione, ma mi rilassa e ci diverte tutti.
Per riprendere il post di Marina di qualche tempo fa, ho pensato di proporvi tre libri, sperando di solleticare la vostra curiosità.

LE DEE DENTRO LA DONNA

Chi mi conosce sa quanto io sia una cultrice di tutto quello che ci hanno lasciato i greci antichi. Filosofia, teatro, saggi, miti, matematica. Trovo che abbiano approfondito ogni aspetto dell’animo umano. E trovo che lo abbiano fatto in maniera sapiente, rispettosa, onesta e cogliendo ogni sfumatura. Soprattutto trovo che il loro pensiero sia estremamente moderno e valido anche nella nostra epoca e questo saggio lo dimostra in modo chiaro e assolutamente naturale.
A scrivere è Jean Shinoda Bolen, psichiatra, psicoterapeuta e analista junghiana. Nel libro si propone di analizzare le tipologie caratteriali femminili, attraverso gli archetipi delle antiche divinità greche. Dentro ogni donna c’è un pezzetto di ogni dea, ma solo una o due prevalgono nel carattere. I miti e le divinità diventano un importante strumento di comprensione. Di noi stesse e delle altre donne, delle nostre ferite, delle nostre reazioni e della nostra struttura interiore.

Quando una donna viene a sapere che c’è una dimensione mitica in ciò che sta facendo, quella conoscenza sollecita e ispira centri profondamente creativi. I miti evocano sentimento e immaginazione e toccano temi che fanno parte del retaggio umano collettivo.

È un libro che affronta in maniera acuta, intelligente temi grandi che riguardano tutti. Della stessa autrice vi consiglio anche Gli dei dentro l’uomo.

COLLANA DI LIBRETTI FILOSOFICI PER GRANDI E PICCINI


Oscar Benifier (filosofo) e Jacques Despres (illustratore e scultore) hanno dato vita a una brillante raccolta di riflessioni filosofiche. Insieme hanno escogitato un modo molto carino di approcciare la filosofia, di porsi gli interrogativi che sono di ogni essere umano e darsi qualche risposta, o forse rimanere con le domade. Chè le risposte possono essere molteplici, possono cambiare nel corso della vita e, molto spesso, possono anche coesistere in maniera contraddittoria.

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